Il progetto di riqualificazione del Parco di Muggia Vecchia

L’area verde ha visto nel tempo una sempre maggior trascuratezza e una carenza nella gestione della manutenzione: molte aree si sono inselvatichite, pascoli divenuti bosco, affacci visivi dominanti sul paesaggio circostante chiusi dalla vegetazione spontanea. Dopo gli ultimi lavori effettuati per la fruizione e per la valorizzazione delle aree archeologiche nell’anno 2000, gradualmente la gestione del verde è stata limitata all’essenziale.
La vegetazione spontanea non va vista come negativa e  ‘per forza’ da eliminare, perché lo stesso Parco di Muggia Vecchia è peculiare proprio per la presenza della vegetazione autoctona, come le roverelle; va però gestita e controllata, al fine di mantenere un livello di fruizione e di bellezza adeguato all’ubicazione strategica del luogo, dominante sul golfo di Trieste e sul paesaggio agricolo e boschivo della vicina Slovenia.
È opinione condivisa dal parroco don Andrea Destradi e dagli Amici di Muggia Vecchia quella di gestire al meglio l’area, nel pieno rispetto dei vincoli di tutela esistenti, di natura idrologico-forestale, archeologica e paesaggistica. Si desidera pertanto ridare all'area la dignità che le spetta a motivo della storia passata, affinché possa essere testimonianza per le generazioni presenti e future. L’intento manifestato è quello di attuare operazioni controllate di gestione e manutenzione del bosco e delle aree verdi limitrofe alla chiesa, all’interno di una visione organica d’insieme, in conformità ai vincoli esistenti.

Il progetto mira alla riqualificazione ambientale-paesaggistica dell’area. Esso considera:

1.    L’evoluzione storica degli spazi agricoli e boschivi;
2.    I vincoli forestali e paesaggistici esistenti sul luogo, il bosco a querceto e le specie arboree autoctone di pregio o di importanza storica;
3.    Le specie alloctone troppo invasive che minano il climax del querceto, come gli ailanti; le specie pioniere che alterano la biodiversità e la stessa piacevolezza degli spazi.
4.    Una particolare attenzione allo studio di possibili affacci panoramici che tramite modesti interventi possono essere aperti tra le fronde degli alberi, per rafforzare la bellezza del paesaggio circostante e riportare il luogo alla sua vera dimensione di pianoro bene affacciato e dominante. Questo approccio considera nondimeno la possibile fruizione, anche in prospettiva dell’apertura presso l’attuale canonica del nuovo centro vocazionale diocesano “Il Sicomoro”, che implicherà un’assidua e continua frequentazione degli spazi aperti annessi.
5.    La potenzialità del sito archeologico e le aree non ancora valorizzate.

Al fine di intervenire sugli spazi aperti e sulla vegetazione esistente, l’area è stata divisa idealmente in lotti, che non seguono il perimetro delle particelle catastali, ma che raggruppano quegli spazi simili ed omogenei per aspetto (vegetazione, presenza di prato, bosco etc.) e per funzione, e che evidentemente saranno trattati a livello progettuale e a livello gestionale nel medesimo modo. I lotti sono i seguenti: lotto querceto di Porta S. Odorico, lotto cimitero, lotto sagrato-belvedere, lotto parcheggio, lotto querceto nord di Porta Santa Caterina, lotto querceto sud di Porta Santa Caterina, lotto giardino, lotto querceto di Porta Santa Margherita.

I maggiori elementi critici che sono stati messi in luce dallo studio sono relativi alla cortina di vegetazione spontanea che cinge la spianata del colle senza lasciare libera la vista, alla presenza di ailanti e di gelsi da carta, specie alloctone molto invasive, alla presenza di grandi conifere nel parcheggio, le quali alterano per colore e proporzioni gli spazi limitrofi assimilabili al querceto carsico di roverelle e scotano, peculiarità dei luoghi, all’area archeologica del querceto nord di Porta Santa Caterina, non valorizzata, così come tutta l’area limitrofa al  querceto a valle di Porta Santa Margherita, un tempo a pascolo, che presenta tracce di muretti a secco e parti pianeggianti nascoste dai rovi, dove i tracciati e i sentieri esistenti si stanno cancellando.
Inoltre si segnala la possibilità di ubicare nell’area incassata e abbandonata tra il belvedere e Porta Santa Caterina una piccola struttura museale, che possa ospitare i reperti archeologici di Muggia Vecchia (oggi contenuti nel museo di Muggia), riportandoli a diretto contatto con gli scavi, secondo una tendenza sempre più diffusa, che restituisce maggior risalto al luogo di provenienza e al suo paesaggio. La scelta del sito è legata a vari fattori: l’area abbandonata, che non presenta le caratteristiche spaziali e naturalistiche del querceto sud di Porta Santa Caterina, il sentiero esistente a valle ora non frequentato, la zona ribassata ed incassata che mitigherebbe l’inserimento, la presenza di una zona archeologica da valorizzare e il potenziale affaccio verso nord sul mare. Il piccolo museo avrebbe accesso facilmente dalla quota del parcheggio e si svilupperebbe su due livelli incassandosi sotto la scarpata e aprendosi con vetrate all’area archeologica sottostante e al mare. La reception potrebbe inglobare anche una un piccolo punto ristoro-bar, di cui Muggia Vecchia è attualmente sprovvista.
Il progetto paesaggistico prevede quindi interventi di potatura della vegetazione, estirpamento delle specie alloctone troppo invasive, sostituzione di specie introdotte nella seconda metà del Novecento e che hanno rovinato i rapporti spaziali tra la piccola chiesa e la spianata circostante, pulizia e conservazione dei querceti di roverelle e loro potenziamento, sfoltimento in alcuni casi, dei rami, per valorizzare al meglio possibili vedute panoramiche, introduzione di tappezzanti laddove il prato non riesce a crescere. Il progetto mira a restituire maggior espressività ed intensità al luogo, eliminando ove possibile ciò che crea confusione nella comprensione degli spazi.
Una delle prime operazioni previste sarà il tracciamento del confini della proprietà, che in alcuni casi, a causa della vegetazione pioniera che ha preso il sopravvento, non sono più chiaramente leggibili.
Il parroco, con gli amici di Muggia Vecchia, sta cercando di reperire finanziamenti per poter concretizzare a breve il progetto e poter offrire al visitatore un parco curato, accogliente e ricco di opportunità.